Commento al libro di MARGARET ATWOOD
Nel romanzo Il racconto dell’ancella, traduzione di The Handmaid’s Tale, Margaret Atwood immagina una società distopica chiamata Gilead, nata dalle ceneri degli Stati Uniti, in cui una crisi di fertilità ha portato all’instaurazione di un regime totalitario. In questo mondo, le donne perdono ogni diritto e vengono rigidamente suddivise in ruoli: tra queste vi sono le “ancelle”, costrette a procreare per le élite al potere. La protagonista, Offred, racconta in prima persona una vita segnata da controllo, paura e memoria, cercando di preservare la propria identità in un sistema che tenta di cancellarla.
Dallo stesso romanzo è tratta anche una serie televisiva omonima, che attraverso l’uso di scene cupe e primi piani offre una trasposizione visivamente intensa e realistica della storia. L’impatto visivo rappresenta già un primo segnale di come l’autrice distingua le ancelle dal resto della popolazione: il rosso e il bianco dei loro abiti richiamano la fertilità e il sangue del ciclo mestruale, marchiando queste donne con il ruolo loro imposto, quello di procreare e garantire la sopravvivenza della specie. La cuffia bianca, inoltre, limita il campo visivo di chi la indossa, impedendo di guardarsi intorno e di comunicare liberamente: un oggetto apparentemente semplice e innocente che si rivela invece una chiara limitazione della libertà individuale.
Lo Stato, attraverso il controllo della natalità, diventa il regolatore assoluto delle vite personali delle donne: un regime totalitario che limita ogni libertà, giustificando le proprie azioni come espressione della volontà divina. Si tratta di un Dio punitivo, che avrebbe castigato l’umanità per aver vissuto la sessualità non come mezzo di procreazione, ma come forma di piacere considerato egoistico ed edonistico.
Le donne vengono così ridotte a strumenti riproduttivi e, al tempo stesso, poste in una condizione di conflitto reciproco. Quelle considerate fertili o colpevoli di aver violato le nuove norme vengono rinchiuse in centri di rieducazione, dove sono indottrinate dalle cosiddette “Zie”, per poi essere assegnate dai Comandanti alle famiglie in base al bisogno di figli. Si tratta di una scelta imposta dall’alto, coercitiva, che unisce controllo politico, religioso e sociale. Le ancelle sono private di ogni autonomia: non possiedono libertà di scelta né capacità di autodeterminazione, ridotte a oggetti funzionali al sistema.
Non sono però solo le ancelle a essere categorizzate: ogni donna all’interno della società di Gilead ha un ruolo preciso. Gli abiti rappresentano visivamente questa rigida divisione sociale: le “Mogli” vestono di blu e gestiscono la casa, mentre le “Marte” svolgono funzioni domestiche. Ogni aspetto della società è sorvegliato dalla polizia segreta, chiamata “Occhi”, incaricata di individuare e punire i ribelli, anche con la morte.
Questa organizzazione richiama le caratteristiche del totalitarismo individuate da Hannah Arendt nell’opera Le origini del totalitarismo:
- il terrore come strumento di controllo;
- la subordinazione dell’individuo alla sopravvivenza dello Stato;
- la distruzione dell’identità personale a favore della collettività;
- il controllo totale di ogni aspetto della vita;
- l’uso della propaganda per giustificare e manipolare la realtà.
Tutti questi elementi costituiscono lo sfondo della società descritta nel romanzo, in cui il fine della sopravvivenza della specie diventa la giustificazione per limitare la libertà individuale, attraverso pratiche coercitive che arrivano fino alla condanna a morte di chi tenta di opporsi al sistema. L’uso estremizzato della religione porta inoltre a interrogarsi sul suo possibile impiego come strumento di potere: fino a che punto il messaggio religioso può essere interpretato e modificato per giustificare decisioni politiche? E se, dietro tale messaggio, si celasse in realtà la volontà di ottenere e mantenere il potere? In questo modo, Il racconto dell’ancella mostra concretamente come un sistema totalitario, secondo Arendt, non si limiti a governare, ma miri a controllare completamente l’essere umano, annullandone libertà, identità e relazioni.
Per ascoltare il podcast di Michela Murgia sul Romanzo Il racconto dell’ancella clikka qui
Giuliana E. Bonfiglio – Socia Fidapa Young Distretto Sicilia